La tradizione si rinnova con il carnevale ladino!

La nostra valle è sì un “Paradiso” per gli Amanti dello sci, ma offre anche tanto dal punto di vista delle tradizioni e della cultura ladina.
Infatti proprio in questo periodo si festeggia il lunghissimo Carnevale Ladino, dal 17 gennaio al 12 febbraio,  in particolare nei due centri di Alba di Canazèi e Penia.
 Le maschere, tutte rigorosamente fatte in legno da mani artigiane, sono numerose. Vengono chiamate “Facères da bèl e da burt” ed incarnano generalmente sentimenti e comportamenti positivi e negativi della vita quotidiana…

Le figure tipiche per eccellenza sono il Bufòn, caratterizzato da un grande naso e da un cappello a cono decorato con nastri, che mette in imbarazzo le ragazze e racconta storielle e scherzi in rima, il Laché, vestito di colori sgargianti, che apre il corteo, e i Marascòns, grandi maschere caratterizzate da cinture cariche di campanacci in bronzo che rappresentano il legame degli abitanti della Valle di Fassa con gli animali domestici.
Le figure mascherate percorrono di corsa le vie del paese in un allegro e rumoroso corteo. Seguono le divertenti Mascherèdes, piccoli pezzi teatrali di argomento burlesco, che di solito costituiscono un confronto con toni di parodia tra la gente della Val di Fassa e gli “stranieri”. Infine entrano in scena i suonatori e inizia il ballo che si protrarrà fino a tarda notte.
Il Carnevale ladino si festeggia anche in altri centri della Val di Fassa, e ogni villaggio ha le sue peculiarità o figure caratteristiche. Ad esempio a Moena ritroviamo gli Arlèchins (di solito due), con un cappello a punta, campanacci, volto coperto da un velo bianco e pantaloni colorati, che rincorrono i bambini spaventandoli con un frustino, e i Lonc, altissime maschere che nascondono uomini coi trampoli coperti da un lenzuolo bianco e si fanno vedere all’imbrunire, spaventando la gente.
Pozza, Vigo di Fassa e Soraga si distinguono invece per l’om dal bosch (l’uomo del bosco, figura spaventosa e selvaggia) e il coscrit te ceston, che rappresenta una donna che porta il figlio diciottenne alla visita di leva nella gerla perché questo ha paura.
Numerosi quindi gli appuntamenti da non mancare!

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